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MAGGIO MUSICALE FIORENTINO. ELINA RATIANI, THE ELEGANT TURANDOT BY VENTI LUCENTI

Aggiornato il: un' ora fa

John Mc Bryan - Alessandra Marconi

 

 

The show staged until Thursday 27 May 2021 within the calendar of the Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, entitled "La pricipessa di gelo", has been a beautiful production by Venti Lucenti, of Giacomo Puccini's Turandot in a partially reduced form. Four performances that were sold-out in the Cavea del Maggio and received long and warm applause from the public of Florence.

 

Against the backdrop of a refined and simple set, with alternating grey and gold colours, the scenic layout was sober and very effective, with attention to the smallest details and no superfluous elements of scenic emphasis. A perfect setting for the young artists of the Accademia del Maggio Fiorentino and the Orchestra of the Scuola di Musica di Fiesole, which for reasons of spacing had to be present with a few fewer elements than planned by the composer. The director Manu Lalli, drew the characters with sensitivity and care. Turandot, played by the talented Elina Ratiani, expressed herself in all her dichotomous artistic personality, allowing the living humanity of a princess dense with feelings to emerge, hidden in the grim and iron dominant character of her role. A choice that in some moments was intimate and touching, as in the intense and protective embrace of the child Turandot, played by the sweet child Tessa Scoccianti. Rosalia Cid, a Spanish soprano from the Accademia del Maggio Fiorentino, showed a precise and harmonious voice, together with an easy-going stage presence.

 

A pleasant discovery, which we hope to see on stage again soon. Angelo Fiore, on the other hand, was Calaf, interpreting the role with authority and showing a good overall vocality. Elina Ratiani, "La Principessa di gelo", after her debut in the role of Turandot in the Teatro Antico of Taormina and the Greek Theatre of Siracusa next to the late and majestic Marcello Giordani in Calaf, in 2020 she was Aida in the same Theatre of Taormina, demonstrated her growing value, knowing how to combine elegance and power within an easily recognizable and unique timbre. What surprised us was the completeness of the young artist. Long, brilliant and singing treble in their fullness, a thundering voice with a dark, romantic timbre. On top of that, her stage presence is in our opinion cloying and her dramaturgical ability, the expressiveness of her face, almost cinematic. Her arrival in Florence, in one of the most important theatres in Italy, has been the confirmation of the attention that the world of opera has for the potential of the young Russian-Georgian singer.

 

 

At the end of the performance, we decided to collect her impressions right away. "Singing in the Cavea of this theatre was exciting. My childhood dream was to have my voice resound in the most beautiful theatres in Italy," commented the soprano. "During these days in Florence, I thought about the years of study, difficulties and sacrifices. I thought about the joy my father would have felt if destiny had not taken him away from me too soon". The director Manu Lalli, created an elegant and emotionally charged show, demonstrating great sensitivity towards the entire team of professionals" continues Ratiani. "The Orchestra Conductor, La Malfa, taught me a lot during this period, with invaluable advice that has helped me grow.

 

The whole Venti Lucenti production was impeccable. The audience was numerous, enthusiastic, warm, grateful and their applause gave me real emotions. I must say that Florence and its people immediately entered my heart". The young soprano does not forget those who believed in her a few years ago: "I thank Marcello Giordani, who passed away in October 2019, leaving a chasm in world opera. He was the first to believe in me, with all his energy, wanting me at his side. Every time I go on stage, I say under my breath a thank you full of recognition'. When we tell her that there are so many good things said about her in the opera, she immediately puts her feet back on the ground: "I still have so much to do, I have everything to do! I'm only at the beginning of my career.

I know that I have to work continuously day by day, trying to be better every day than I was before. My agent, Maurizio Scardovi, is a very experienced professional and knows how to challenge me intelligently, working hard between one production and another. He makes me take one step at a time, because if I want a long career, I have to work hard and earn all the credibility on stage.

 

So, from tomorrow onwards, I'll get straight to work.” In fact, Ratiani will immediately resume preparation for Siberia, again at the Teatro del Maggio Fiorentino, where she will cover for Sonya Yoncheva in the role of Stephana. (Photo by Cristina Andolcetti)

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L'ELEGANTE TURANDOT DI ELINA RATIANI AL TEATRO DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO

 

 

Lo spettacolo messo in scena fino a giovedì 27 maggio 2021 all’interno del calendario del Teatro del Maggio Musicale fiorentino, intitolato "La pricipessa di gelo", è stata una bellissima produzione di Venti Lucenti, della Turandot di Giacomo Puccini in forma parzialmente ridotta. Quattro recite che hanno registrato il sold-out nella Cavea del Maggio e che hanno riscosso il lungo e caloroso applauso del pubblico fiorentino.

Sullo sfondo di una scenografia raffinata e semplice, nell'alternanza di colori grigi e dorati, l'impianto scenico è sobrio e molto efficace, curato nei minimi dettagli e senza elementi di superflua enfatizzazione scenica. Un contorno perfetto per i giovani artisti dell'Accademia del Maggio Fiorentino e l'Orchestra della Scuola di Musica di Fiesole, che per ragioni di distanziamento ha dovuto presenziare con qualche elemento in meno rispetto a quanto previsto.

 

La regista, Manu Lalli, ha disegnato i personaggi con sensibilità e attenzione. Turandot, interpretata dalla talentuosa Elina Ratiani, si è espressa in tutta la sua dicotomica personalità artistica, lasciando emergere l'umanità viva di una principessa densa di sentimenti celati nell'arcigno e ferreo carattere dominante del suo ruolo. Una scelta che in alcuni momenti si è rilevata intima e toccante, come nell'abbraccio intenso e protettore alla Turandot bambina, interpretata dalla dolcissima Tessa Scoccianti.

 

Rosalia Cid, soprano spagnolo dell'Accademia del Maggio Fiorentino e al suo debutto assoluto, ha messo in evidenza una voce puntuale e armoniosa, accanto ad una disinvolta presenza scenica. Una piacevole scoperta, che speriamo di rivedere quanto prima sul palco. Angelo Fiore è stato invece Calaf, interpretando il ruolo con autorevolezza e mostrando una buona vocalità complessiva.

 

Elina Ratiani, "La principessa di gelo, dopo l'esordio nel ruolo di Turandot nei Teatro Antico di Taormina e il Teatro greco di Siracusa accanto al compianto e maestoso Marcello Giordani in Calaf, nel 2020 è stata Aida nello stesso Teatro di Taormina, ha dimostrato il suo crescente valore, sapendo coniugare eleganza e potenza dentro un timbro facilmente riconoscibile e unico. Ciò che ci ha sorpresi è la completezza della giovane artista. Acuti lunghi, brillanti e cantanti nella loro pienezza, una voce tuonante con un timbro scuro e romantico. Oltre a ciò, la sua presenza scenica è a nostro avviso stucchevole e la sua capacità drammaturgica, l'espressività del suo viso, quasi cinematografiche.

 

L’approdo a Firenze, in uno dei teatri più importanti d’Italia, è stata una conferma delle attenzioni che il mondo dell'Opera ha verso le potenzialità della giovane cantante russo-georgiana. Al termine della recita, abbiamo deciso di raccogliere subito le sue impressioni: “Cantare nella Cavea di questo Teatro è stato emozionante. Il sogno di me bambina era quello di fare risuonare la mia voce nei teatri più belli d'Italia – ha commentato il soprano drammatico. - In questi giorni qui a Firenze ho pensato agli anni di studio, di difficoltà e sacrifici. Ho pensato alla gioia che avrebbe provato mio padre, se il destino non me l'avesse portato via troppo presto”.

 

La regista Manu Lalli ha saputo creare uno spettacolo elegante e denso di emozioni, dimostrando grande sensibilità verso tutto il team di professionisti – prosegue Ratiani. - Il Maestro dell'Orchestra, La Malfa, mi ha insegnato molto in questo periodo, con preziosissimi consigli che mi hanno fatto crescere. Tutta la produzione Venti Lucenti è stata impeccabile. Il pubblico è stato numeroso, entusiasta, caloroso, riconoscente e i loro applausi mi hanno regalato vere emozioni. Devo dire che Firenze e la sua gente, mi è entrata subito nel cuore”.

Il giovane soprano non dimentica chi ha creduto in lei qualche anno fa: “Ringrazio Marcello Giordani, scomparso nell’ottobre 2019, lasciando una voragine nell'opera mondiale. Per primo credette in me, con tutte le sue energie, volendomi al suo fianco. Ogni volta che salgo sul palco, dico sottovoce un grazie pieno di riconoscimento”. Quando le diciamo che si parla così bene di lei nell'Opera, lei si riporta subito con i piedi per terra "Ho tanto da fare ancora, ho tutto da fare! Sono solo all'inizio della mia carriera, so che devo lavorare continuamente giorno per giorno, cercando di essere ogni giorno migliore di quello che è passato. Il mio agente, Maurizio Scardovi, è un professionista di grandissima esperienza e sa mettermi in discussione con intelligenza, lavorando duramente tra un’opera e l'altra. Lui mi fa fare un passo alla volta, perché se vuoi una carriera lunga, devi lavorare duro e guadagnarti tutta la credibilità sul palco. Quindi, da domani subito al lavoro".

 

Ora qualche giorno di pausa prima di riprendere la preparazione prima di riprendere la preparazione di Siberia, sempre al Teatro del Maggio Fiorentino, dove sarà la cover di Sonya Yoncheva nel ruolo di Stephana. (Foto di Cristina Andolcetti)

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Albert George Storace

Musicologist and opera critic

Journalist - Times od Malta

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"This is an utterly gorgeous experience. It has been a long time since I heard such a Turandot! The voice is very powerful, has a very wide range and remains steady and pure in its very power in every register. What is so pleasing to the ear is that there is no hint of shrillness in the voice, not even in the highest climacti notes. The interpretation is stunningly direct and even in Turandot's hurt and vengeful account of what had happened to her ancestress, there is a note of anguish and hurt which drives her on to turn even more cruel. She hurls the challenge when the scene merges in her defiant presentation of the enigmas. Calaf is up to the challenge countering the threat of death for failure with a positive message lauding life. The whole scene sent shivers down my spine"

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Michele Italia (Ragusa Oggi)

Fotografie: Manzella

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